In passato...
Le città progredite e industriose avevano bisogno di
acqua e Bologna riuscì ad imporre ai suoi fiumi e torrenti
un dominio tecnico vicino alla perfezione imbrigliandoli in
una serie di canali, di chiuse e di chiaviche che consentiva
la navigazione mercantile e l'attivazione di opifici e mulini...
Già in un documento del 905 si parlava di navigazione
a Bologna. Nel XII secolo viene realizzata una poderosa chiusa
sul Reno a Casalecchio, ed una sul Savena a San Ruffillo, dalle
quali si dipartivano due omonimi canali, entrambi confluenti
verso il centro della città, dove incrociavano l'Aposa,
dando vita nel loro percorso a molte diramazioni e tutte scendevano
verso la pianura del nord e confluivano al canale Navile dal
quale, percorrendo un vecchio ramo del Po, le imbarcazioni potevano
giungere fino all'Adriatico. Questo complesso sistema idrico
veniva guardato come una delle maggiori meraviglie d'Italia...
L'acqua non significava solo la navigazione. Molte erano le
attività sfruttavano l'acqua: molini, fornaci, cartiere,
concerie, tintorie e "incresperie di veli" ...
Oggi...
Della fitta rete di canali che attraversavano la città,
in superficie restano i nomi delle vie (Via del Porto, Riva
di Reno, Val D'Aposa, Via delle Moline, Via Savenella) ed alcuni
suggestivi scorci come la "finestrella di Via Piella"
(piccola finestra che si affaccia sul canale delle Moline).
I percorsi dei canali Bolognesi sono sotterranei... ma restaurati,
consolidati e resi accessibili ai visitatori ...
Nel corso della nostra visita percorreremo dal torrente Aposa
ai Bagni di Mario.
Domenica 18 Aprile 2010 (mattina)
Contributo € 15,00
Partecipanti: Min. 10